L’Oggetto invisibile EVENTI FUORISALONE 2013 – MASSIMO CAIAZZO

milanoMakersREDMendiniL’oggetto invisibile
Massimo Caiazzo 
luci: Marco Rizzuto, video: Stefano Viti, Audio: Sara Rossi
VIDEO

TAM-TAM” – mostra virtuale sul web a cura di Alessandro Guerriero

ananas

TAM-TAM, la scuola-che-non-c’è invita tutti a proporre un oggetto-che-non-c’è: un oggetto immaginario, un oggetto invisibile. Un oggetto che non verrà mai realizzato ma che deve essere soltanto raccontato in un breve filmato .Come dice Stefano Caggiano nel video di presentazione dell’iniziativa, “il design per sua natura è formato da un aspetto materiale e di un aspetto di significazione-narrazione”. L’esperimento dell’oggetto invisibile consiste nello sganciare l’anima del design dal corpo del design per lanciarla su territori estremi. 

Un oggetto invisibile potrebbe essere una seggiovia che unisce la terra a Marte. O un paio di occhiali che consentono di vedere il volto che l’interlocutore aveva da bambino. Non ci sono vincoli. Per partecipare, si deve soltanto – con il proprio volto e la propria voce – raccontare il proprio oggetto immaginario in un video dalla durata max di 2 minuti.
Tutti gli oggetti invisibili saranno poi presentati in un sito dedicato, che realizzerà in questo modo una vera e propria mostra, un catalogo di “anime” dal ricco significato semantico.

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Mostra Bla Bla. Fabbrica del Vapore. 9-14 aprile 2013

Per il Salone del mobile, Milano Makers presenta la mostra Bla Bla curata da Alessandro Mendini con allestimento di Duilio Forte, coordinamento Cesare Castelli in coproduzione con l’Assessorato alla Cultura Moda e Design del Comune di Milano e con il patrocinio della Fonadazione Cologni dei Mestieri d’Arte. La mostra Bla Bla, articolata in due sezioni Bla Bla Discussione Virtuale e Bla Bla Esempi, si terrà alla Cattedrale della Fabbrica del Vapore, in via Procaccini 4, dal 9 al 14 Aprile 2013 (11.00/20.00), opening 8 aprile, h. 18.30. Bla Bla Discussione Virtuale è un installazione video e riprodurrà su un grande schermo, proiettate in loop, la raccolta di moltissime auto-dichiarazioni teoriche di designer internazionali. Nella sezione Bla Bla Esempi saranno presentate una serie di piccole mostre sui temi ritenuti interessanti alla definizione dei problemi in atto. – ”Mano e terracotta”, a cura di Maria Christina Hamel – “Terra Cruda” a cura di Mina Bardiani, Claudia Mendini e Alessandro Ranavolo – “Duetto” a cura di Anna Gili – ”ArkiZoic Bellum”, a cura di Duilio Forte – “Recession Design”, a cura di Recession Design – “Materiaprima”, a cura di Alessandro Marelli – “Natural Design Exhibition”, a cura di Maurizio Corrado – “Nuove Resine”, a cura di Carmine Deganello con FabLab di Amsterdam – “M.M.M. Milano Makers Music”, a cura di Caroline Tallone
Ulaola, la prima boutique online del Made in Italy autoprodotto, strutturerà e gestirà l’e-shop di Milano Makers dove si potranno visionare ed acquistare i lavori presenti in mostra identificati da un QR Code. Attraverso questo spazio virtuale verranno portati in rete anche i designers, le loro storie e l’intero innovativo progetto di Milano Makers. La mostra si sviluppa nell’ala di sinistra e nella parte centrale della cosidetta: “Cattedrale” della Fabbrica del Vapore. Nella ala di sinistra troveranno posto gli sponsor tecnici della mostra e il bookshop gestito da Corraini Edizioni, oltre alla sezione del negozio online di Milano Makers “Fashion Accessories” curata da Nuala Goodman per l’associazione. A corollario della mostra saranno attivati una serie di workshop.
All’interno della Fabbrica del Vapore, Swart, nuovo e-shop dedicato al design autoprodotto italiano, lancia un concorso per individuare tra i 120 prodotti esposti, l’oggetto che meglio si distingue per qualità ideativa e realizzativa, carattere innovativo ed essenzialità delle forme. Il vincitore è individuato da una giuria d’eccezione: Cesare Castelli, Duilio Forte e Alessandro Guerriero. Riceve come premio la pubblicazione nella home page di Swart, l’inserimento all’interno della selezione di prodotti in vendita e la promozione tramite i suoi canali di comunicazione. Il premio simbolico che verrà consegnato alla conclusione della manifestazione è una freccia realizzata da AtelierFORTE, come rappresentazione della sfida al prodotto industriale.
Media Partner: Artribune, Fuorisalone.it, Progetto9, Wundernest.com

L’allestimento di AtelierFORTE e la sezione ArkiZoic Bellum
L’allestimento di Bla Bla è a cura di Duilio Forte, il quale ha pensato a un’installazione organica composta da elementi in legno e ferro. L’installazione, chiamata “Castra Exemplorum”, nasce dall’idea dell’accampamento romano, “Castra”, che viene presentato con la consueta maglia ippodamea. Una grande strada percorre tutta la lunghezza dello spazio e attraverso una serie di portali a destra e a sinistra dà accesso alle singole sezioni espositive della mostra. Al centro, intorno all’opera “Sleipnir Praetorius” si raccoglie la sezione “ArkiZoic Bellum“.

AtelierFORTE da 15 anni porta avanti una battaglia contro la serialità che distrugge l’arte e la creatività. Dalla fondazione del 13 Marzo 1998, alla redazione del Manifesto ArkiZoic del 12 Febbraio 2009 e la “Dichiarazione di guerra all’industria” del 2010, AtelierFORTE si muove con attività e manifestazioni a favore della produzione indipendente. Per questo la sezione ArkiZoic Bellum si propone di raccogliere dei manufatti-armi che possono essere utilizzati contro l’omologazione industriale.

Partecipanti e opere

Altalen – Elmi in feltro Donatella Baruzzi – Guerriero di luce FÄRG & BLANCHE – Needle Succession Maria Novella Brenelli – Aculei difensivi Luca Buttafava, Alessandro Confalonieri, Camilla Barone con Juan Romero e Natalia Caprili – KILLER APP, a voodoo doll-kit facilitator Massimo Caiazzo – Effetto Boomerang Mario d’Aquino – Torre Merlino Umberto Dattola – MACNI Duffau & Associés Lab – PLAY COMMUNS Mikky Eger – Bellezza e violenza Haruhiko Endo – Gallo da combattimento Tamara Ferioli – Scissor for the secret garden Sebastiano Ercoli, Alessandro Garlandini – “125 beasts, gryphons, chimeras, flying fishes, and other mythological creatures” Giacomo Giannini – Vascello Fantasma Nuala Goodman – Arma Segreta Gianni Grosso – Ariete Maria Luisa Guerriero – Girocollo fionda Johnny Hermann – Katana Sweeping Angelo Jelmini – Neo-Arma di Taggia Angelo Jelmini – Proto-Arma di Taggia Angelo Jelmini – Arma-Dio Claudio Larcher – Sfascia Idea Alessandro Malerba – Hands on Marica Moro – Inverted Tree Roberto Muscinelli – Sphera bellica Studio Smog – Minantingranaggio Teatri in Scala – Trappola di rete Victor Togliani – Spinebow Nanda Vigo – Missile per Nibiru Laura Volpi, Sarah Orlandi – Il-lu-MINA
con il patrocinio di Piazzale della Fabrica del Vapore – Sleipnir Ciclofono

Come richiamo alla mostra BlaBla, AtelierFORTE presenta l’opera Sleipnir Ciclofono, una scultura in legno di circa 15 metri di altezza, che sarà installata nel piazzale della Fabbrica del Vapore, e farà parte della serie Sleipnir, composta da 24 opere costruite dal 2008 al 2012. Sleipnir Ciclofono sarà un’installazione interattiva che emetterà suoni mediante l’utilizzo di una bicicletta.
Sleipnir, nella mitologia norrena è il migliore cavallo che esista, il più veloce. Dotato di otto zampe è in grado di cavalcare il cielo e le acque, e anche lungo gli altri mondi. Il suo nome significa “colui che scivola rapidamente”. Sleipnir è il cavallo di Odino, nato da Svaðilfari e da Loki travestito da puledra in uno dei suoi soliti inganni. La nascita di Sleipnir (http://it.wikipedia.org/wiki/Sleipnir). Per Duilio Forte il cavallo è simbolo di esplorazione, vaggio e conquista. Nella storia, questo animale ha instaurato con l’uomo un rapporto empatico privilegiato e celebrato. Il cavallo è anche il punto d’incontro tra mitologia classica e mitologia norrena. Cavallo di Troia e cavallo di Odino vivono nell’immaginario appartenente alle culture mediterranea e scandinava.
Alcuni degli spazi dove sono state esposte le sculture Sleipnir: 2008, Arsenale cavalli, Torino 2008, X Biennale di Architettura di Venezia 2009, Fortezza da Basso, Firenze 2009, Vittoriale degli Italiani, Gardone Riviera (BS) 2010, XI Biennale di Architettura di Venezia 2010, Piazza della Provvidenza, Galleria Il Frantoio, Capalbio (GR) 2011, Biologiska Museet, Stockholm 2011, Rotonda della Besana, Milano 2012, Distretto Ventura-Lambrate, Milano 2012, Terme del Bacucco, Viterbo
Inaugurazione 8 aprile dalle ore 18 alle 24 Evento in collaborazione con Diorama Magazine

Accordando la direzione e l’intensità della luce viene prodotta una molteplicità di effetti scenici: il Diorama, vano all’interno del quale, attraverso uno spiraglio, lo spettatore può scoprire ed osservare da inesauribili prospettive. Diorama Magazine vuole ricreare il meccanismo ottocentesco in un prodotto editoriale stampato, frutto di una ricerca costante, scandita in stagioni tematiche. Raccoglie voci in un poliedrico dizionario amatoriale, al fine di condividere il suo studio e di suggerirne un ulteriore sviluppo. Indipendente ed autoprodotto, ogni numero affronta l’oggetto scelto oscillando tra il mito e l’inedito; un occhio intento a registrare le potenzialità dell’indagine.
La presentazione del sesto numero Diorama, ora dedicato a BUCO, ne chiude il primo ciclo con un’inedita pubblicazione a tiratura limitata, continuando la sua evoluzione curatoriale e aprendo una nuova stagione editoriale. Un buco, una rottura nevralgica che include ed ingloba esperienze passate e pregresse, attraendo al suo interno materia inedita, modellando nel tempo una definizione identitaria. Coerentemente alla sua natura il lancio del magazine, nel corso del quale verranno distribuite trecento copie speciali, si presenta come una piattaforma di collaborazioni performative e sonore, offrendo per questa occasione la preview di un progetto più ampio che guarda al fenomeno del vogueing. Anche questa edizione si avvale poi dell’intervento di Glassa, che interpreta il tema estendendo ancora la propria ricerca, ed interagendo con il concept food di Tramezzino.it.

Performance musicali di: WAST (singhiozzi strozzati live act) Gianluca Codeghini – electronics-trumpet Nicola Di Caprio – drums-percussions Marco Fontana – electric guitar Tonylight – 8bit sounds-drum machine WAST è un progetto musicale che fonde esperienze molto diverse tra loro: le basi e i suoni 8Bit di Tonylight si intrecciano e si fronteggiano con le tessiture percussive di Nicola Di Caprio. La chitarra elettrica di Marco Fontana, tra avanguardia e progressive, dialoga con frammenti rumoristici e melodici prodotti al computer e alla tromba da Gianluca Codeghini. Dal rock all’elettronica, dal jazz al Kraut, WAST ha uno spiccato gusto per l’improvvisazione ritmico/rumorista/quartomondista suonata rigorosamente dal vivo con spirito “aperto” e dialogante.
Igor Muroni, 2013 IMAGO (GLITCH)
Live Concert (glitch noise / Drone con luce strobo) Performer Francesco Calò Durata 20minuti.

La performance di Igor Muroni trasforma lo spazio in una “noise room”, dove il “noise”, emancipandosi dall’accezione di genere musicale, assume quella più culturalmente diffusa di stato fisico nauseabondo generato da una “pop-bulimia”.
Le sonorità, atonali, distorte e dissonanti, danno origine a un corpo non-corpo, a una trama acustica che si addensa ripetutamente dando vita a un imponente monolite sonoro, invisibile e al tempo stesso onnipresente come il mitico minotauro nel labirinto. Il corpo è un simulacro che respira, respira il suono, respira la musica, si muove. Può essere il corpo del performer, ma anche quello dello spettatore che entra in un ambiente che si è creato, costruito e sperimentato. Spesso lo spazio che circonda questo corpo è bianco, vuoto, nero, sconfinato, così che l’immagine si ritaglia dal contesto. I suoni prodotti vibrano nel corpo, ma sono anche legati all’architettura, a ciò che li accompagna e li condensa. Le sollecitazioni che la musica o l’immagine originano, raggiungono così la forza del Mito della Caverna di Platone.