Biennale Venezia / Evento interattivo «CZ_VPI2006»

Centro Zitelle: Video Performances & Arte Urbana Interattiva è un progetto promosso da ESU di Venezia in collaborazione con Accademia di Belle Arti di Venezia e Accademia di Belle Arti di Verona.

Sezione «C»: culturale-interattiva (illustrazione interattiva di temi e progetti sull’ambiente urbano, l’arte cittadina, l’impatto ambientale ed ecosistemico della civiltà urbana) a cura di Massimo Caiazzo, Accademia di Belle Arti di Verona.

Sezione «A»: comunicativa-aggregativa (performance, concerti, eventi multimediali e interattivi).

L’infinita quantità di colori visibili in natura, nell’ambiente costruito e nel mondo virtuale, evidenzia come l’approccio al colore sia un fenomeno del tutto naturale e al tempo stesso estremamente complesso, non ancora del tutto svelato neppure in ambito scientifico. Gli ultimi due secoli sono stati segnati da una trasformazione radicale del nostro habitat cromatico.  L’eccessiva rapidità di questo mutamento ha provocato una serie di sfavorevoli ripercussioni sull’ambiente mettendone a rischio la vivibilità, sia in termini fisici che psicologici. L’inquinamento che affligge le città non è solamente atmosferico o acustico: oggi è largamente sentita la necessità di contrastare l’inquinamento visivo, diretta conseguenza della crescita disordinata del paesaggio urbano che ha reso sempre più agghiacciante l’impatto estetico e cromatico dell’ambiente costruito. Le cause di questo fenomeno negativo sono molteplici. Alla base vi è senz’altro la diffusa superficialità di numerosi addetti ai lavori che essendo privi di un’adeguata formazione, non sono in grado di gestire efficacemente i delicati rapporti tra luce, colore e volume.

Ne consegue un approccio progettuale spontaneista e del tutto sprovvisto di consapevolezza, che si affida esclusivamente alle opinabili valenze decorative e ornamentali dei cromatismi e delle forme. Questo squilibrio, nella maggioranza dei casi, innesca il fenomeno percettivo delle immagini residue. Si tratta di una sorta d’invasione di “scorie visive” che si verifica quando i colori e le forme si sovrappongono all’osservatore imprimendosi sulla retina con tempi più lunghi rispetto a quelli normalmente necessari alla visualizzazione di un’immagine. Infatti, in uno spazio, l’eccesso o la carenza di stimoli visivi contribuisce alla dispersione delle energie vitali di coloro che sono costretti a vivere situazioni iperstimolanti e quindi stressanti, o ancor peggio ipostimolanti e quindi deprimenti.

Sicuramente le città italiane possono ancora contare su una ricchezza cromatica geograficamente molto connotata. I colori dei nostri centri storici sono l’espressione in termini estetici di una cultura antichissima fatta di identità e differenze che hanno pervaso il nostro paese rendendolo davvero impareggiabile, almeno sul piano estetico. Purtroppo questo inestimabile patrimonio, non solo non viene adeguatamente valorizzato, ma addirittura, è continuamente svilito dalle assurde monocromie che dominano gli edifici più recenti. Alla raffinata estetica dei centri antichi si contrappone la neutralità delle nuove architetture. Si ha la sensazione di una inesorabile perdita della memoria cromatica, uno scollamento visivo tra passato e presente dove la contemporaneità risulta fortemente penalizzata. Eppure proprio l’elemento colore, nel contesto urbano, riveste un ruolo importantissimo non solo sul piano estetico: è un riferimento visivo efficace e immediato, utilissimo per comunicare informazioni determinanti, per segnalare avvertimenti, divieti o indicare il percorso da seguire per raggiungere un luogo. L’uso progettuale e coerente del colore costituisce una risorsa insostituibile per la valorizzazione e il recupero del territorio.

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