Biennale Venezia / PROGETTO VERONA

COMPLESSO RESIDENZIALE “Campo Venezia” (EX CANTINE PASQUA) COMUNE DI VERONA

Superficie area di intervento: mq 9618,15 suddivisa in due blocchi -manufatto esistente (ex convento) per cui è previsto un progetto di ristrutturazione e adeguamento igienico con ridistribuzione funzionale interna

Il progetto si articola in tre parti strettamente collegate tra loro.

1) l’uso cosciente del colore e della luce: un’espressione di  armonia indice di qualità della vita

In condizioni di luce ottimali il colore agevola la percezione dello spazio potenziando il nostro senso dell’orientamento. La luminosità degli ambienti è fondamentale per un utilizzo armonioso del colore: una favorevole esposizione alla luce naturale garantisce un “clima cromatico ideale”. Colore e luce supportano le attività che si svolgono sia all’esterno che all’interno di un ambiente, evidenziando immediatamente la collocazione e la funzione di ciascun elemento.

Progettare oggetti e ambienti equilibrati, sereni e meglio finalizzati alla loro funzione, significa avvalersi consapevolmente delle infinite qualità espressive del colore, unendo all’indagine teorica la sua corretta applicazione, anziché pretendere di imporre arbitrariamente il proprio gusto personale. L’uso cosciente e accurato del colore e della luce artificiale è un indice di qualità della vita, un’espressione di armonia poiché garantisce un rapporto sempre bilanciato tra contenuto e forma, ottimizzando la nostra percezione di volume, peso, tempo e rumore. La formulazione della tavolozza colori deve riassumere in termini estetici  l’intento di offrire una dimensione abitativa di qualità, capace di coniugare armoniosamente l’attenzione verso l’ambiente e il benessere delle persone che lo vivranno.

Per ottenere spazi luminosi e rilassanti è necessario bilanciare accuratamente  toni caldi e freddi applicando i principi fondamentali della teoria del colore (rapporti di complementarietà, contrasto simultaneo, variazioni della saturazione, ecc.). La rifrazione della luce è direttamente proporzionale al grado di opacità o lucidità delle superfici: la scelta dei materiali e della loro finitura è determinante per calibrare il contrasto di superficie che, interagendo con la sorgente luminosa (naturale e artificiale), esalta i diversi gradi di matericità del colore.

Impiegando toni chiari e brillanti si può ottenere l’atmosfera più adatta ad ogni momento della giornata, mentre nelle ore serali un adeguato sistema di illuminazione artificiale garantirà la percezione ottimale dei volumi.

2) il nuovo approccio al colore: innovazione tecnologica e potenzialità cromatiche dei materiali

Lo sviluppo tecnologico ha profondamente influenzato la nostra cultura, sollecitando nuovi approcci al colore.

A seguito della vertiginosa evoluzione dei cromatismi artificiali, si sta affermando un nuovo senso del colore e quindi una sua nuova percezione. Studi scientifici hanno dimostrato che l’occhio umano non riesce a distinguere più di duecento colori, eppure il mondo del virtuale ci mette a disposizione oltre due milioni di tonalità.

Le più avanzate tecnologie produttive ci permettono di formulare vernici cangianti che sembrano aver perso ogni riferimento ai colori presenti in natura. Oggi si producono pigmenti in grado di emettere riflessi di tinte diverse che cambiano in base alla potenza della luce da cui sono investiti. Gli stimoli cromatici sintetici sono aumentati in modo esponenziale: viviamo nell’epoca dell’artificio che ci offre possibilità prima inimmaginabili.

Per ottenere un risultato estetico “sorprendente” a costi di realizzazione contenuti, è stato necessario agire per zone, procedendo ad una suddivisione modulare delle superfici di ciascun edificio. Questo ha consentito di abbinare ai sistemi di verniciatura tradizionali una serie di interventi mirati dove l’utilizzo di pigmenti ad altissima tecnologia, mette in risalto gli elementi architettonici e di arredo urbano più significativi.

Tra questi spicca il portale che segnala l’ingresso principale del complesso residenziale che, recuperando un importante elemento di mediazione tra microcosmo domestico e macrocosmo comunitario, interpreta in un’accezione tecnologica, ma non meno sofisticata, un archétipo della cultura urbana antica: la porta della città.

Si  tratta di una struttura di forma rettangolare, composta da due quinte che formano una parete entro la quale sono collocate le tre entrate, una grande al centro e due secondarie ai lati. Le due facciate, rivestite in laminato verniciato con effetto trimetallico a interferenza (arancio, blu, viola) cambiano tonalità in base all’intensità e all’inclinazione della luce da cui vengono colpite. Nella parte alta è alloggiato un sistema di illuminazione scenografica colorata che entra in funzione al tramonto.

Lungo il perimetro degli edifici corre una fascia “marcapiano”che si sviluppa orizzontalmente tra 1° e 2° livello. Un segno contemporaneo, una sorta di modanatura composta di lastre d’alluminio curvato su cui verrà è applicata una vernice fosforescente alimentata a energia solare.

L’intervento di qualificazione cromatica è stato esteso anche ai percorsi di collegamento interni al complesso residenziale dove l’asfalto anziché essere grigio è blu scuro, (colore che come dimostrato da numerosi studi è in assoluto il più gradito dal pubblico).

3) colore e arte: un potente impulso in grado di provocare reazioni a catena, di sollecitare pensieri e sensazioni.

Colore è meraviglia, trasformazione, ma anche illusione, perchè è impossibile coglierne l’essenza. Nell’esperienza del colore, tutte le informazioni confluiscono in una percezione unitaria dove conoscenza e istinto si fondono.

I meccanismi che ne regolano la percezione, da un lato seguono criteri oggettivi, derivanti dalla cultura di appartenenza (per esempio: il rosso viene riconosciuto da tutti come rosso) dall’altro sono assolutamente soggettivi, strettamente legati  al vissuto di ognuno (esempio: il mio rosso, il ricordo di una mela mangiata da bambino). Proprio grazie a questa spiccata soggettività, il colore trova nell’arte la sua più alta rappresentazione, l’unica capace di svelare l’inspiegabile processo di sublimazione che lo rende rito, memoria, simbolo, emozione.

Arte è “sinestesia”, perchè il colore investe non solo la vista ma anche l’udito, il tatto, il gusto, l’olfatto, connessi tra loro da un sesto senso, quello psicologico. Il colore con la sua impareggiabile capacità di raccontare ogni aspetto della vita è un prezioso strumento per rappresentare, attraverso l’arte, la condizione umana.

Sono ormai numerosi gli esempi di riqualificazione del territorio con interventi d’artista.

Tra le tante va senz’altro citata la riuscitissima iniziativa “Le stazioni dell’arte” che ha interessato alcune fermate della metropolitana di Napoli, città particolarmente complessa, investita da allarmanti problematiche sociali. Il punto di forza di tutta l’operazione è certamente la capacità di combinare le esigenze del trasporto pubblico con l’espressione artistica contemporanea. Gli esiti sono stati lusinghieri, lo testimoniano non solo i numerosi riconoscimenti internazionali ricevuti dallo Studio Mendini, che ha ideato il progetto, ma soprattutto la calda accoglienza riservata dalla gente comune alle circa centocinquanta opere ambientate nelle stazioni. Questo risultato dimostra come l’arte contemporanea all’apparenza così scollegata dai gusti e dalle aspettative delle masse, possa essere vissuta quotidianamente come elemento caratterizzante luoghi che per definizione sono anonimi e spersonalizzanti, i non-luoghi delle subways, delle stazioni ferroviarie e aereoportuali.

Prendendo spunto da questi riuscitissimi interventi, sarebbe interessante  elaborare un percorso espositivo incastonando nelle strutture architettoniche le opere di alcuni giovani artisti e designers, selezionati da Sebastiano Zanetti, tra gli studenti dell’Accademia Cignaroli.

Un museo aperto, vivo e pulsante dove lo spazio è organizzato secondo un percorso suggestivo per offrire agli abitanti della zona luoghi che non siano solo di transito ma anche di aggregazione. Altrettanto valida è l’ipotesi di realizzare un piccolo parco giochi a tema, nel quale, agli elementi classici come altalene e scivoli, saranno affiancati percorsi didattici per conoscere i colori e le forme. Le energie che confluiscono in questi spazi evocano un “genius loci” giovane e vivace, una guida efficace che conduce le persone attraverso i piani di sviluppo dei percorsi avvalendosi dell’arte come segnaletica intuitiva e facilmente memorizzabile.

Conclusioni

Per garantire un rapporto bilanciato tra contenuto e forma, l’intervento progettuale ha richiesto una vera e propria regia (direzione artistica) che tenesse conto innanzitutto della necessità di adeguare i volumi e le superfici al progetto colore, senza incorrere nella continua sovrapposizione tra gli aspetti architettonici e le scelte cromatiche. L’esigenza di sottolineare il legame con il territorio non può tradursi in una pedissequa imitazione dei colori della città antica, ma deve saperne reinterpretare in chiave contemporanea i valori di vivibilità e immediata riconoscibilità. Per sviluppare appieno le potenzialità estetiche di questi nuovi insediamenti urbani, le linee guida del progetto sono state impostate secondo criteri di similitudine formale e contiguità del colore: i contesti cromatici scandiscono i moduli formali combinando al meglio uniformità e complessità visiva.

L’uniformità, rappresentata dalla coerenza formale dell’opera architettonica, garantirà riconoscibilità a questo progetto; la complessità, basata sulla gestione funzionale degli accostamenti cromatici, offrirà all’osservatore scenari che saranno sempre diversi a seconda della posizione da cui si guardano i fabbricati.

In linea generale è stato opportuno rapportarsi alla conformazione fisica del territorio in cui sono collocati gli edifici, sottolineando graficamente su ogni lato il profilo e il riempimento di ciascuna facciata.

I vari corpi di fabbrica restituiscono così, un quadro d’insieme dove i colori  si susseguono ritmicamente.

Infine, bisogna sempre tenere presente che, per ottenere un “clima cromatico” armonico e continuamente cangiante, è fondamentale interagire nei diversi momenti della giornata, sia con la luce solare che con quella artificiale.

COMPLESSO RESIDENZIALE “Campo Venezia” (EX CANTINE PASQUA) COMUNE DI VERONA

Superficie area di intervento: mq 9618,15 suddivisa in due blocchi -manufatto esistente (ex convento) per cui è previsto un progetto di ristrutturazione e adeguamento igienico con ridistribuzione funzionale interna

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