bbccExpo: il Restyling Cromatico di una Chiesa dell’anno Mille

bbccEXPO – XV Salone dei Beni Culturali e del Restauro – Venezia 3 dicembre 2011 ore 11:00

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Il Restyling Cromatico di una Chiesa dell’Anno Mille: un modello di cooperazione

intervengono:

Massimo Caiazzo, responsabile IACC Italia e progettista del colore

Giuseppe Albanese, architetto direttore dei lavori

Cinzia Vitale, Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Salerno e Avellino

Armando Fagotto, consulente culturale

Nel 2011, la chiesa di Santa Maria Maggiore, risalente all’XI secolo è stata oggetto di un restyling cromatico, concepito come modello di cooperazione tra tutti i soggetti coinvolti e realizzato grazie all’interazione tra competenze e ambiti differenti.

Il team progettuale ha prestato la propria opera senza fini di lucro e tutti i materiali necessari alla realizzazione dell’intervento sono stati forniti gratuitamente da Sikkens (gruppo Akzo Nobel), leader mondiale dell’industria di prodotti vernicianti.

Il progetto, primo nel suo genere, nasce con l’obbiettivo di ideare soluzioni che, utilizzando le potenzialità del colore, contribuiscano a migliorare l’estetica e la vivibilità complessiva di tutti quei luoghi che per varie ragioni, non hanno potuto godere dell’attenzione che meritavano. Mirabella Eclano (AV) si trova in Irpina, una delle aree più sismiche d’Italia, e la chiesa, nell’arco della sua storia, è stata ricostruita più volte.

L’intervento di restyling cromatico era necessario perché l’edificio versava in condizioni di diffuso deterioramento. Inoltre, i fedeli lamentavano un senso di disagio poiché i colori e l’illuminazione all’interno della chiesa risultavano particolarmente poveri e disorganici.

Il parroco Don Remigio a questo punto interpella IACC Italia per chiedere una valutazione del clima cromatico. Il primo sopralluogo evidenzia la quasi totale assenza di fonti documentarie o tracce attendibili dei colori originari dell’interno della chiesa. Rilevata l’impossibilità di procedere ad un restauro coerente con lo stato di fatto, IACC Italia formula una ipotesi progettuale basata sugli effetti psico-fisiologici del colore che viene sottoposta al vaglio della competente Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Salerno e Avellino.

Dopo alcune opportune modifiche il progetto di restyling cromatico viene approvato nella sua sostanziale ambientazione contemporanea. Bisogna tener presente che in una chiesa le funzioni religiose possono durare anche più di un’ora e un contesto cromatico favorevole -infatti gli edifici sacri sono stati sempre ricchi di colore – rappresenta, dal punto di vista fisiologico, un fondamentale supporto alla concentrazione e alla partecipazione. Proprio per questo il progetto si basa su osservazioni scientifiche che analizzano tutte le componenti che concorrono a garantire un rapporto equilibrato tra luce (sia naturale che artificiale) e colore. Nel pieno rispetto della valenza culturale e monumentale di questo antico luogo di culto, il progetto si limita a interventi mirati e puntuali con l’obbiettivo di pervenire a un risultato che non sia solo esteticamente piacevole ma che anzi, andando verso un più esteso concetto di serenità fisica e spirituale, possa supportare al meglio la permanenza all’interno della chiesa nel corso delle funzioni religiose.

La tavolozza scaturisce dall’elaborazione filologica delle frammentarie informazioni desunte dal contesto attuale ed è formulata sulla base dei colori degli affreschi presenti nella parte alta della navata centrale e dai dipinti posti sul soffitto realizzati nel 1749 a tempera da Giuseppe Tomaioli che Luigi Vanvitelli definì “uno dei migliori pittori del Regno”. I colori tratti dai dipinti sono stati prima schiariti e desaturati e poi ordinati seguendo la modulazione progressiva dei colori dell’arcobaleno.

Il progetto cromatico assume una spiccata valenza culturale e simbolica poiché si articola seguendo un ideale percorso spirituale rappresentato in termini cromatici dal graduale passaggio di temperatura del colore che conduce al meraviglioso cristo ligneo dell’XI secolo collocato nell’abside, metafora del passaggio dalla carne (colori caldi) allo spirito (celeste) attraverso tutti i suoi gradi intermedi. L’obiettivo è generare un clima cromatico naturale, armonico e cangiante, ottimizzando la percezione dei volumi, della temperatura e della stima del tempo trascorso in chiesa per ottenere, anche dal punto di vista fisiologico, condizioni idonee al raccoglimento e alla preghiera in tutte le stagioni e in ogni momento della giornata.

TEAMWORK:

Ideazione; coordinamento; progetto del colore: prof. Massimo Caiazzo, IACC ITALIA

Direzione lavori; gestione fonti documentarie e rappresentazioni grafiche: arch. Giuseppe Albanese

Consulenza al progetto dell’illuminazione: arch. Daniela Morelli

Sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Salerno e Avellino

Main Sponsor prodotti vernicianti: Sikkens (Akzo Nobel)

Consulenza culturale: Armando Fagotto

Consulenza tecnica: Giuseppe Fischetti

Partner tecnico illuminazione: Viabizzuno

Realizzazione: Impresa Battista e Antonio D’Andrea per Capossela restauri

Elettricista: Nicola Vecchia

Carmine Sabbatella: opera “Lettera alla Madonna” (ago-incisione 120 cm x 110 cm)

Coordinamento scientifico di Andrea B. Del Guercio, Direttore del dipartimento di Arti e Antropologia del Sacro dell’Accademia di Belle Arti di Brera Milano.

Fotografie: Saverio Mauriello

Ufficio Stampa: ldp Milano

IACC - International Association of Color Consultant/Designers

È nata nel 1957, quando circa 50 professionisti, tra architetti, designer, insegnanti, psicologi e ricercatori scientifici appartenenti a 12 nazioni diedero vita a Hilversum, nei Paesi Bassi, all’Associazione Internazionale dei Consulenti del Colore (IACC). Alla base vi era la constatazione della pressoché totale assenza della figura professionale del consulente del colore e soprattutto la necessità di sviluppare un’adeguata formazione in questo ambito specifico. Il primo presidente di IACC fu il dott. Heinrich Frieling, psicologo, biologo, filosofo e autorità indiscussa nel campo del colore, già fondatore dell’Institute of Color Psychology in Germania. Nel 1957, il dott. Frieling in collaborazione con autorevoli esperti di architettura, design, psicologia, arte e di molte altre discipline attinenti la progettazione, stilò un programma formativo finalizzato al conseguimento del Diploma IACC. Il programma didattico non intende solo fornire le basi per un utilizzo consapevole del colore, ma insiste sulla necessità di formare professionisti in grado di applicare tutte le conoscenze interdisciplinari indispensabili per rendere l’ambiente costruito più equilibrato e funzionale. IACC prepara e accredita progettisti e consulenti del colore che operano principalmente nell’ambito dell’architettura del design e in tutti i settori in cui la cultura progettuale del colore riveste un ruolo fondamentale. IACC è l’unica associazione autorizzata a rilasciare il diploma internazionale “IACC qualified Color Consultant/ Designer” e rappresenta ufficialmente le categorie professionali del Colour Consultant e del Colour Designer che, soddisfacendo i severi standard di qualificazione, hanno ottenuto la certificazione di “IACC Associate Members”.

IACC ITALIA

alzaia naviglio pavese, 274 – 20142 Milano

www.iacc-italia.org – iacc.italia@massimocaiazzo.com

phone. +39 0222222896 – +39 3355927737
UFFICIO STAMPA

Lorenzo Di Palma

347 82 700 42

lorenzo.dipalma@gmail.com

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