I nuovi colori della politica

Gli archetipi cromatici dell’umanita sono tre: il rosso del sangue, il bianco del giorno e il nero della notte. Nelle varie epoche hanno assunto molteplici significati senza mai perdere la loro originaria accezione. Nel XX secolo questi colori sono stati un potente strumento di propaganda politica: il rosso della sinistra, il bianco dei moderati e il nero della destra.

Tre colori sempre presenti nell’iconografia dei regimi totalitari del primo novecento: il nazismo li riuniva nella svastica nera posta al centro di un cerchio bianco su sfondo rosso, il fascismo si identificava nel nero mentre il rosso divenne l’emblema del comunismo.

i nuovi colori della politicaIl rosso, colore politico per antonomasia, simboleggia il sangue versato dai popoli per la libertà. Le camicie rosse dei rivoluzionari furono un astuto stratagemma per celare alla vista del nemico le ferite subite. Oramai il rosso in politica ha esaurito la sua forza mentre in ambito economico è entrato nel linguaggio comune con l’espressione conti in rosso.

Il nero contraddistingue i partiti conservatori ed è indissolubilmente legato al fascismo. Negli ultimi anni, la sua accezione è completamente cambiata ma il senso negativo che pervade questo colore è testimoniato, soprattutto in Italia, dalla straordinaria diffusione del neologismo in nero, che indica l’evasione fiscale e il mancato pagamento dei contributi previdenziali.
black_blockAllo stesso tempo il nero è il colore dello sfondo delle bandiere anarchiche e di chi si ritiene diverso, la pecora nera che si differenzia dalla massa, come facevano negli anni settanta I punk per esprimere il profondo disagio giovanile e oggi, vigliaccamente I Black Blocks.

Il bianco in molte culture è il colore della classe sacerdotale. In opposizione al nero, il Cristianesimo lo ha elevato a simbolo del bene, della purezza, della castità. In Italia, dal dopoguerra sino a tangentopoli la politica è stata dominata dalla Democrazia Cristiana che scelse il bianco che già nell’antica Roma era sinonimo di onestà e purezza e i candidati si presentavano alle elezioni vestiti con la toga bianca. Da quando la Democrazia Cristiana è stata sciolta, gli italiani associano questo colore soprattutto alle notti bianche, manifestazioni in cui negozi e musei restano aperti sino al mattino e le città sono animate tutta la notte.

paceInteressante è notare come la bandiera della pace nata negli anni sessanta sia invece multicolore, ispirata all’arcobaleno di cui riproduce la sequenza senza escludere nessun colore dello spettro solare: rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, indaco e violetto. Nel XXI secolo si afferma una nuova tavolozza della politica in cui le valenze assolute delle ideologie sono sostituite con tonalità meno perentorie che sembrano rispecchiare più le strategie di marketing che i valori politici. La gamma del blu ad esempio è in assoluto quella che riscontra più preferenze: infonde fiducia e sicurezza e per questo è usata per rappresentare organismi internazionali (Onu, Unione Europea, Unicef, ecc).

In politica, come in pubblicità, quando si vuole ottenere approvazione, si ricorre a toni che vanno dagli azzurri (PDL) al blu che, non a caso, è stato il colore simbolo dell’aristocrazia. In Italia l’aggettivo blu oggi indica gli odiosi privilegi della casta politica come le auto blu. Altro colore di attualità è il verde che in tutto il mondo contraddistingue i movimenti politici ecolologisti mentre in Italia è stato adottato da un partito (Lega Nord) in netto contrasto con le comunità musulmane. Per ironia della sorte un verde del tutto simile è da secoli il colore sacro dell’Islam ed è presente in tutte le bandiere dei paesi musulmani.

quote_rosaAnche il rosa è molto popolare in politica perché identifica le quote rosa cioè il numero minimo di donne all’interno delle istituzioni. In Italia questa differenziazione di genere ha alimentato un’interpretazione discriminatoria del rosa, colore della frivolezza femminile.

Il viola fa la sua comparsa nella scena politica italiana nel 2009 a Roma, in occasione del No Berlusconi Day. Nasce il popolo viola che dai social network, scardina i pregiudizi e le superstizioni associate a questo colore, per molti sinonimo di quaresima e di sfortuna. L’arancione invece, pur essendo la tinta delle divise dei detenuti nel carcere americano di Guantanamo (facilmente riconoscibili in caso di fuga) ultimamente è assurto a simbolo della volontà di cambiamento politico. Recentemente due candidati di partiti differenti, uniti dall’arancione, hanno stravinto a Milano e a Napoli. In realtà, l’arancione era stato già usato come colore del movimento di protesta sorto in Ucraina dopo le elezioni del 2004.

arancioL’ex presidente Kučma era in vantaggio ma lo sfidante Juščenko contestò i risultati, chiedendo ai suoi sostenitori di restare in piazza agitando sciarpe e striscioni arancioni fino a quando non si fosse deciso di tornare al voto. Ma il vero colore di tendenza è grigio, quello degli abiti di grisaglia di Monti che grazie alla sua neutralità trasmette una sensazione di sicurezza e solidità, ma, nei fatti ha moltissime controindicazioni. Ciò che è grigio è comunemente sentito come opprimente e noioso, simbolo del conformismo borghese. Culturalmente il grigio è il contraltare del verde; il grigio della città contro il verde della natura, il grigio dell’anzianità contro il verde della giovinezza.

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