Parliamo di colore

“Forse ogni tono troverà col tempo un’espressione materiale, verbale. Eppure ci sarà sempre qualcosa che la parola non può rendere compiutamente, e che non è il superfluo, ma l’essenziale. Per questo le parole sono e restano accenni, segni abbastanza esteriori dei colori…” (Wassily Kandinski)

Parlare di colore significa innanzitutto prendere atto del suo mistero, l’inspiegabile processo di sublimazione che lo rende rito, memoria, simbolo, emozione. La stessa parola colore deriva probabilmente dal latino “celare” – ovvero: nascondere, occultare, letteralmente “fare in modo che una cosa non appaia agli occhi altrui” – sottolineandone quegli aspetti misteriosi, a volte esoterici, che da sempre hanno affascinato l’uomo. Colore é meraviglia, trasformazione, ma anche illusione, perché dimostrarne scientificamente l’esistenza è impossibile. E’ come consultare un oracolo che risponde con altre domande: le ipotesi si moltiplicano all’infinito, mondi generano altri mondi.

L’argomento colore, può essere analizzato da infiniti punti di vista, perché investe ogni campo del sapere, sia in chiave scientifica che umanistica: dalla filosofia alle scienze naturali, dalla biologia alla medicina, dall’antropologia alla psicologia, dalla fisica alla teoria del colore, dal design all’ ergonomia visiva, dall’architettura all’arte.

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