ARCHETIPO MEDITERRANEO

Massimo Caiazzo reinterpreta la stella a otto punte, uno dei più antichi simboli delle civiltà del Mediterraneo, incontro ideale tra la cultura cristiana, quella ebraica e quella musulmana. La stella a otto punte nasce dalla fusione tra il quadrato e il cerchio ed è un simbolo mandalico che racchiude in sé l’origine del mondo e rappresenta il percorso alchemico che conduce dalla materia allo spirito. La “quadratura del cerchio è l’emblema della rigenerazione spirituale.

Il rosone policromo dal diametro di 80cm è il frutto di una ricerca estetica, ma anche formale e culturale nata dalle associazioni tardo-rinascimentali ispirate da un materiale antico e pregiato come il mosaico.

L’alternarsi concentrico dei sette colori della luce solare, si ricollega alla tradizione ermetica del numero sette e alle filosofie tardo-rinascimentali e compone una scala cromatica da cui scaturisce un’armonia che è anche musicale poichè i nostri sensi pur essendo autonomi, non agiscono in maniera del tutto distaccata. L’opera si presta dunque ad essere letta come una tavolozza di colori ma anche come uno spartito musicale.

La sequenza cromatica è ispirata alla percezione sinestetica, a ciascun colore è associata una sonorità: percussioni (rosso), strumenti a corda (verde), fiati (azzurro), bassi (giallo), voci (arancio), per comporre una melodia dalle sonorità contemporanee, sostenuta da un tappeto acustico digitale (viola) e mossa da vibrazioni liquide (indaco).

“È stato un lavoro magico” afferma Caiazzo. “La contrapposizione di due materiali diversi come i pregiati smalti tagliati a spacco, prodotti secondo la più antica tradizione nella storica fornace Orsoni di Venezia, e il vetro Karma di Trend, anch’esso tagliato a mano e ispirato alle vetrate delle cattedrali gotiche, mi ha permesso di trovare in un oggetto bidimensionale la terza dimensione. Grazie alla forza dei materiali Trend, che coniugano la pienezza del colore dello smalto alla luminosa trasparenza del vetro, la forma tende ad uscire dal piano su cui poggia sprigionando tutta la sua vitale energia”.


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